I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del
chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle
articolazioni.
Il
materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è
limitare il più possibile l’uso per la chirurgia di materiale
metallico che porta a una rigidità e a volte a un’intolleranza.
Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è
stato via via sostituito da materiale
riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da
preferire quando possibile all’uso di materiale metallico,
essendo il polilattato riassorbito dall’organismo nel giro di
6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.
DOLORE
NEL BAMBINO
/ IL DOLORE NEL BAMBINO IN ORTOPEDIA PEDIATRICA
Il dolore nel bambino a differenza che
nell’adulto può assumere delle caratteristiche molto
complesse, di difficile inquadramento e di difficile
trattamento specie in caso di dolore cronico e specie nei
bambini più piccoli.
Spesso il dolore è l’unico sintomo che
viene riferito all’ortopedico infantile nel corso di una
visita, a volte il dolore non è più presente al momento della
visita o si è modificato in qualità e intensità; inoltre la
descrizione del dolore al medico è mediata dai genitori che
possono a loro volta amplificareo minimizzare il problema.
A causa della pressoché totale assenza di
esperienze precedenti o la perdita della memoria di dolori
pregressi il sintomo dolore non è ben strutturato e codificato
nella coscienza del bambino. Il dolore nel bambino è visto come
qualcosa di altamente spiacevole, inspiegabile, inaspettato e
non è catalogato come “ sintomo dolore”. La sua intensità
e qualità non sono misurabili; il bambino non sa che il dolore
può passare, non sa quanto durerà e viene vissuto come “ per
sempre” senza una collocazione temporale. Al bambino non
importa conoscere la causa del dolore mentre nell’adulto la
conoscenza della causa del dolore lo rende più razionale e
definito; l’arrivo del medico e la diagnosi spesso non
tranquillizzano i piccoli pazienti inoltre il bambino non è a
conoscenza del fatto che un farmaco o una terapia lo possono
alleviare.
Dato l’inevitabile coinvolgimento emotivo
i genitori interpretano il dolore del figlio senza un necessario
distacco e naturalmente ciò può amplificare lo stato ansioso
correlato al sintomo.
Un ulteriore problema in ortopedia pediatrica è stabilire la provenienza
del dolore e la sua intensità; infatti il bambino nei primi
anni di vita non è in grado di identificare l’origine del
dolore e a quantificarlo. Il dolore può essere accompagnato da
pianto o agitazione psicomotoria spesso non proporzionale
all’intensità. Per quanto riguarda l’intensità del dolore,
la sua misurazione e quindi la valutazione dell’andamento nel
tempo e dell’efficacia della terapia sono state proposte
alcune scale utilizzate in ambiente ospedaliero come a d esempio
la WONG BAKER FACES PAIN SCALE.
Oppurel’utilizzo di una scala numerica da 0 a 10dove 0 è l’assenza di dolore e 10 è il dolore più
forte (utilizzato nei bambini più grandi).
Molto
importante è la monitorizzazione dei parametri fisiologici del
dolore come la variazione della frequenza cardiaca e
respiratoria e della pressione arteriosa. Fondamentale è anche
la valutazione comportamentale del bambino come il pianto, il
grido, l’inconsolabilità, l’espressività facciale, la
rigidità del corpo, i movimenti a scatto, l’irrequietezza
estrema o la calma eccessiva. Naturalmente più il bambino è
grande più tutto è semplice di pari passo con l’aumento
della maturazione delle sue capacità espressive e cognitive.
Nota: le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire,
la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di
riferimento
ortopedia e traumatologia ortopedico ortopedici ortopedia e traumatologia
ortopedia infantile chirurgia del piede bambino piede torto neonato piede piatto bambino
scheletro ortopedia bambino marco maria moscati ortopedico milano chirurgo del piede milano
ortopedia milano ortopedico a milano ortopedico dei bambini a milano moscati milano moscati mauro macchi
dita a martello torsione del piede mal di schiena del bambino distrofia
muscolare spina bifida paralisi cerebrale ginocchio varo scoliosi cifosi
metatarso varo malattia di perthes sindrome di sever male al ginocchio