I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del
chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle
articolazioni.
Il
materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è
limitare il più possibile l’uso per la chirurgia di materiale
metallico che porta a una rigidità e a volte a un’intolleranza.
Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è
stato via via sostituito da materiale
riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da
preferire quando possibile all’uso di materiale metallico,
essendo il polilattato riassorbito dall’organismo nel giro di
6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.
ORTOPEDIA
INFANTILE
/ PIEDE
TORTO DEL NEONATO
Il
piede torto congenito (PTC) è una delle più frequenti
malformazioni congenite presenti alla nascita assieme alla
displasia dell'anca. Il rapporto maschi-femmine è 2.5:1 e la
patologia è presente in entrambe i piedi nel 65%. Il
piede torto ha una differente incidenza a secondo della razza
infatti colpisce un bambino ogni 900 nati nella razza
caucasica, tre casi ogni 1000 nati nella razza asiatica mentre
la popolazione più colpita risulta essere quella polinesiana
con 5-6 casi ogni 1000 nati. Da questi dati si può evincere
quanto fra i fattori responsabili del piede torto quelli
genetici rappresentino una parte preponderante.
In
realtà non si tratta di una patologia trasmessa geneticamente
e non e' stata nemmeno individuata una causa determinante il
piede torto.Si e' visto che' la patologia inizia a
manifestarsi intorno alla quindicesima settimana di vita
intrauterina su un piede che non presentava all'ecografia
nessuna alterazione morfo-strutturale sceletrica o muscolare o
legamentosa. In
definitiva la causa del piede torto puo' essere definita
multifattoriale.Tra le cause possibili le piu' accreditate
sono:
Teoria
neurogena (cioè dipendente dal sistema nervoso)
Teoria
vascolare
Teoria
genetica
Cause
meccaniche
Oligodramnios
Fumo
e farmaci assunti in gravidanza
Carenza
di acido folico in gravidanza
Quaste
cause comunque non spiegano l'insorgenza del piede torto.La
maggioranza degli studiosi ipotizzano una serie di fattori che
agiscono su di un organismo geneticamente predisposto.
Il
piede torto si presenta come EQUINO-VARO SUPINATO-ADDOTTO
(vedi foto) associato ad una atrofia dei muscoli del
polpaccio. Il piede si presenta inoltre più corto del normale
Il
piede torto si presenta come patologia isolata ma puo'
presentarsi in associazione ad altre patologie o sindromi come
la spina bifida,
la paralisi
cerebrale e altre malattie neurologiche congenite, le
sindromi malformative complesse interessanti apparati
differenti come il sistema cardiovascolare, il tubo digerente
o l'apparato genito-urinario.
Diagnosi
prenatale Con
il miglioramento delle tecniche ecografiche ostetriche il
piede torto puo' essere diagnosticato in gravidanza.In
caso di ecografia positiva per piede torto consiglio un
colloquio informativo con i genitori prima della nascita
del bambino col chirurgo ortopedico pediatrico utile a
illustrare ai genitori le possiblita' terapeutiche,a
traquillizzare ila famiglia sulla evolitivita' della
patologia che consente al nascituro una vita di relazione
normale
Trattamento Il trattamento attualmente più utilizzato, quando viene
iniziato alla nascita, consiste nel metodo Ponseti:
in questa metodologia si confezionano alcuni gessi
correttivi progressivi preceduti da una manipolazione,
associati ad un intervento chirurgico di tenotomia del
tendine di Achille. A questa fase precoce di gessi e di
intervento chirurgico segue una stabilizzazione con una
particolare ortesi da portare di notte fino al primo anno di
età. Questo tipo di trattamento è poco invasivo e consente
degli ottimi risultati. Se il piede torto viene
riconosciuto tardivamente, invece, sono necessari delle
correzioni chirurgiche più complesse.
SCEGLI IL FORMATO
CHE PREFERISCI
I
gessi Già dalla prima settimana di vita del
neonato, attraverso una particolare manipolazione e successiva
applicazione di apparecchi gessati progressivi e cambiati con
cadenza settimanale o quindicinale a secondo della crescita del
bambino, si corregge in maniera graduale la postura del piede
ricollocandolo in posizione “normale”. Normalmente vengono
applicati 5/6 “gessetti”.
L’intervento
Da sinistra a
destra: intermedio 1, intermedio 2, finale
Prima
di applicare l’ultimo “gessetto”, il tendine di Achille
sarà sezionato chirurgicamente per via transcutanea per
ottenere la completa correzione del piede equino. L’intervento
chirurgico dura pochi minuti, viene eseguito in narcosi ed è
consigliabile confezionare durate la narcosi anche
l’apparecchio gessato. L’ultimo apparecchio gessato
viene portato per tre settimane; nel frattempo il tendine di
Achille si ricostituisce raggiungendo la dovuta lunghezza senza
la formazione di cicatrici.
Il tutore Da
portare per i sei mesi successivi all’intervento
per evitare recidive
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la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di
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