I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del
chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle
articolazioni.
Il
materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è
limitare il più possibile l’uso per la chirurgia di materiale
metallico che porta a una rigidità e a volte a un’intolleranza.
Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è
stato via via sostituito da materiale
riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da
preferire quando possibile all’uso di materiale metallico,
essendo il polilattato riassorbito dall’organismo nel giro di
6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.
ORTOPEDIA
INFANTILE
/ SINOSTOSI
Le sinostosi sono fusioni complete o incomplete fra calcagno e astragalo o fra calcagno e scafoide, sono prevalenti nel sesso maschile.
Nel 60-70% dei casi interessano entrambe i piedi
sono la causa più frequente di piede piatto rigido doloroso. Clinicamente appaiono come un piede piatto ma si differenziano per una importante
rigidità con blocco quasi completo dei movimenti di pronosupinazione del piede accompagnati da una importante sintomatologia dolorosa.
Le sinostosi dette anche fusioni tarsali vanno sempre prese in considerazione in caso di visita per piede piatto.
Le diagnosi oltre che clinica, cioè con una visita accurata, è
confermata da una radiografia in carico del piede accompagnata da una radiografia
obliqua. A volte nei casi dubbi è necessario eseguire una TAC del piede.
Una volta confermata la diagnosi la terapia è sempre chirurgica e consiste nell'eliminare il ponte osseo che unisce i vari elementi interessati.
Dopo l'intervento si osserva un breve periodo di riposo con l'arto in scarico,entro due settimane si
può riprendere gradualmente la deambulazione.
Nota: le informazioni fornite da questo sito intendono supportare, e non sostituire,
la relazione tra il paziente/visitatore del sito e il suo medico di
riferimento
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