Chirurgia ortopedica dell'adulto e del bambino, del dr. Marco Maria Moscati

   
 

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I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.
Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l’uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un’intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all’uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall’organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ORTOPEDIA INFANTILE / TORCICOLLO MUSCOLARE CONGENITO

Il torcicollo muscolare congenito viene in genere scoperto durante le prima 6-8 settimane dalla nascita perché il neonato tiene la testa girata su un lato e fatica a ruotarla dalla parte opposta. 

All'esame, il bambino mostra la presenza di una massa relativamente dura nel collo, attaccata al muscolo sul lato dal quale la testa riesce a compiere la rotazione. La massa regredisce naturalmente e gradualmente, e quando il bambino raggiungere i 4-6 mesi di età, è scomparsa. 

Il torcicollo muscolare congenito è talvolta (10-20% dei casi) associato alla displasia dell'anca. La diagnosi viene confermata dall'esame visivo, dalla radiografia del collo ed eventualmente dell'anca, e dall'ecografia del collo. Nel 90% dei casi un programma di esercizi di stretching è sufficiente a risolvere il problema. I primogeniti sono più soggetti al torcicollo muscolare congenito e alla displasia dell'anca. Nel 10% dei casi è richiesta la chirurgia in day-hospital per allungare il muscolo corto del collo.

ultimo aggiornamento: 18/01/2010

 
 

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