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Home / La malattia di Perthes

La malattia di Perthes è caratterizzata da una temporanea perdita di irrorazione sanguigna all'anca, con conseguente necrosi della parte terminale del femore. L'area coinvolta diventa gravamente infiammata e irritata. Il processo consiste in realtà in una successione di eventi. Il trattamento della malattia di Perthes comporta l'immobilizzazione e la limitazione temporanea delle attività abituali, tuttavia la prognosi a lungo termine è quasi sempre buona, infatti dopo 18-24 mesi di trattamento la maggior parte dei bambini ritorna alle normali attività senza grandi limitazioni.

La malattia di Perthes si osserva anche in bambini tra i 4-10 anni di età, ed è cinque volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine. I sintomi della malattia sono la zoppia e la presenza di un dolore moderato, intermittente o che dura per settimane o mesi. A volte il dolore è provocato dagli spasmi muscolari che derivano dall'irritazione dell'area circostante il femore, e può essere avvertito anche in altre parti della gamba, per esempio la coscia o il ginocchio. I movimenti dell'anca peggiorano il dolore, mentre il riposo lo allevia. La diagnosi è confermata dalla radiografia. Anche se colpite in percentuale minore, le bambine con la malattia di Perthes richiedono cure più estensive, e la prognosi è in genere meno positiva che per i bambini. Per bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni di età che mostrano nel tempo l'assenza di aggravamenti progressivi rispetto al risultato della radiografia iniziale, il trattamento consiste spesso nella semplice osservazione, mentre nel bambino di età maggiore il trattamento è volto specificamente a migliorare la mobilità dell'anca. Se la mobilità diminuisce o le radiografie evidenziano lo sviluppo di una deformità in progressione, la testa del femore viene trattenuta nell'acetabolo da un gesso speciale.

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ultimo aggiornamento 07/05/2018
© 2019 ortopediainfantile.it, tutti i diritti riservati | P.IVA 08708990158 | ultimo aggiornamento: 07/05/2018 | home page | note legali
Nota: le informazioni fornite da questo sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico/paziente
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La malattia di Perthes è caratterizzata da una temporanea perdita di irrorazione sanguigna all'anca, con conseguente necrosi della parte terminale del femore. L'area coinvolta diventa gravamente infiammata e irritata. Il processo consiste in realtà in una successione di eventi. Il trattamento della malattia di Perthes comporta l'immobilizzazione e la limitazione temporanea delle attività abituali, tuttavia la prognosi a lungo termine è quasi sempre buona, infatti dopo 18-24 mesi di trattamento la maggior parte dei bambini ritorna alle normali attività senza grandi limitazioni.

La malattia di Perthes si osserva anche in bambini tra i 4-10 anni di età, ed è cinque volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine. I sintomi della malattia sono la zoppia e la presenza di un dolore moderato, intermittente o che dura per settimane o mesi. A volte il dolore è provocato dagli spasmi muscolari che derivano dall'irritazione dell'area circostante il femore, e può essere avvertito anche in altre parti della gamba, per esempio la coscia o il ginocchio. I movimenti dell'anca peggiorano il dolore, mentre il riposo lo allevia. La diagnosi è confermata dalla radiografia. Anche se colpite in percentuale minore, le bambine con la malattia di Perthes richiedono cure più estensive, e la prognosi è in genere meno positiva che per i bambini. Per bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni di età che mostrano nel tempo l'assenza di aggravamenti progressivi rispetto al risultato della radiografia iniziale, il trattamento consiste spesso nella semplice osservazione, mentre nel bambino di età maggiore il trattamento è volto specificamente a migliorare la mobilità dell'anca. Se la mobilità diminuisce o le radiografie evidenziano lo sviluppo di una deformità in progressione, la testa del femore viene trattenuta nell'acetabolo da un gesso speciale.

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

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