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Home / Piede torto del neonato

Il piede torto congenito (PTC) è una delle più frequenti malformazioni congenite presenti alla nascita assieme alla displasia dell'anca. Il rapporto maschi-femmine è 2.5:1 e la patologia è presente in entrambe i piedi nel 65%. Il piede torto ha una differente incidenza a secondo della razza infatti colpisce un bambino ogni 900 nati nella razza caucasica, tre casi ogni 1000 nati nella razza asiatica mentre la popolazione più colpita risulta essere quella polinesiana con 5-6 casi ogni 1000 nati. Da questi dati si può evincere quanto fra i fattori responsabili del piede torto quelli genetici rappresentino una parte preponderante.

In realtà non si tratta di una patologia trasmessa geneticamente e non è stata nemmeno individuata una causa determinante il piede torto.Si è visto chè la patologia inizia a manifestarsi intorno alla quindicesima settimana di vita intrauterina su un piede che non presentava all'ecografia nessuna alterazione morfo-strutturale sceletrica o muscolare o legamentosa. In definitiva la causa del piede torto puo' essere definita multifattoriale.Tra le cause possibili le piu' accreditate sono:

  • Teoria neurogena (cioè dipendente dal sistema nervoso)

  • Teoria vascolare

  • Teoria genetica

  • Cause meccaniche

  • Oligodramnios

  • Fumo e farmaci assunti in gravidanza

  • Carenza di acido folico in gravidanza

Queste cause comunque non spiegano l'insorgenza del piede torto.La maggioranza degli studiosi ipotizzano una serie di fattori che agiscono su di un organismo geneticamente predisposto.

Il piede torto si presenta come EQUINO-VARO SUPINATO-ADDOTTO (vedi foto) associato ad una atrofia dei muscoli del polpaccio. Il piede si presenta inoltre più corto del normale

Il piede torto si presenta come patologia isolata ma puo' presentarsi in associazione ad altre patologie o sindromi come la spina bifida, la paralisi cerebrale e altre malattie neurologiche congenite, le sindromi malformative complesse interessanti apparati differenti come il sistema cardiovascolare, il tubo digerente o l'apparato genito-urinario.

Diagnosi prenatale
Con il miglioramento delle tecniche ecografiche ostetriche il piede torto puo' essere diagnosticato in gravidanza. In caso di ecografia positiva per piede torto consiglio un colloquio informativo con i genitori prima della nascita del bambino col chirurgo ortopedico pediatrico utile a illustrare ai genitori le possiblita' terapeutiche,a traquillizzare ila famiglia sulla evolitivita' della patologia che consente al nascituro una vita di relazione normale

Trattamento
Il trattamento attualmente più utilizzato, quando viene iniziato alla nascita, consiste nel metodo Ponseti: in questa metodologia si confezionano alcuni gessi correttivi progressivi preceduti da una manipolazione, associati ad un intervento chirurgico di tenotomia del tendine di Achille. A questa fase precoce di gessi e di intervento chirurgico segue una stabilizzazione con una particolare ortesi da portare di notte fino al primo anno di età. Questo tipo di trattamento è poco invasivo e consente degli ottimi risultati.  Se il piede torto viene riconosciuto tardivamente, invece, sono necessari delle correzioni chirurgiche più complesse.

I gessi
Già dalla prima settimana di vita del neonato, attraverso una particolare manipolazione e successiva applicazione di apparecchi gessati progressivi e cambiati con cadenza settimanale o quindicinale a secondo della crescita del bambino, si corregge in maniera graduale la postura del piede ricollocandolo in posizione "normale". Normalmente vengono applicati 5/6 "gessetti".

L'intervento

Prima di applicare l'ultimo "gessetto", il tendine di Achille sarà sezionato chirurgicamente per via transcutanea per ottenere la completa correzione del piede equino. L'intervento chirurgico dura pochi minuti, viene eseguito in narcosi ed è consigliabile confezionare durate la narcosi anche l'apparecchio gessato. L'ultimo apparecchio  gessato viene portato per tre settimane; nel frattempo il tendine di Achille si ricostituisce raggiungendo la dovuta lunghezza senza la formazione di cicatrici.

Il tutore
Da portare per i sei mesi successivi  all'intervento per evitare recidive

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ultimo aggiornamento 07/05/2018
© 2018 ortopediainfantile.it, tutti i diritti riservati | P.IVA 08708990158 | ultimo aggiornamento: 07/05/2018 | home page | note legali
Nota: le informazioni fornite da questo sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico/paziente
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Il piede torto congenito (PTC) è una delle più frequenti malformazioni congenite presenti alla nascita assieme alla displasia dell'anca. Il rapporto maschi-femmine è 2.5:1 e la patologia è presente in entrambe i piedi nel 65%. Il piede torto ha una differente incidenza a secondo della razza infatti colpisce un bambino ogni 900 nati nella razza caucasica, tre casi ogni 1000 nati nella razza asiatica mentre la popolazione più colpita risulta essere quella polinesiana con 5-6 casi ogni 1000 nati. Da questi dati si può evincere quanto fra i fattori responsabili del piede torto quelli genetici rappresentino una parte preponderante.

In realtà non si tratta di una patologia trasmessa geneticamente e non è stata nemmeno individuata una causa determinante il piede torto.Si è visto chè la patologia inizia a manifestarsi intorno alla quindicesima settimana di vita intrauterina su un piede che non presentava all'ecografia nessuna alterazione morfo-strutturale sceletrica o muscolare o legamentosa. In definitiva la causa del piede torto puo' essere definita multifattoriale.Tra le cause possibili le piu' accreditate sono:

  • Teoria neurogena (cioè dipendente dal sistema nervoso)

  • Teoria vascolare

  • Teoria genetica

  • Cause meccaniche

  • Oligodramnios

  • Fumo e farmaci assunti in gravidanza

  • Carenza di acido folico in gravidanza

Queste cause comunque non spiegano l'insorgenza del piede torto.La maggioranza degli studiosi ipotizzano una serie di fattori che agiscono su di un organismo geneticamente predisposto.

Il piede torto si presenta come EQUINO-VARO SUPINATO-ADDOTTO (vedi foto) associato ad una atrofia dei muscoli del polpaccio. Il piede si presenta inoltre più corto del normale

Il piede torto si presenta come patologia isolata ma puo' presentarsi in associazione ad altre patologie o sindromi come la spina bifida, la paralisi cerebrale e altre malattie neurologiche congenite, le sindromi malformative complesse interessanti apparati differenti come il sistema cardiovascolare, il tubo digerente o l'apparato genito-urinario.

Diagnosi prenatale
Con il miglioramento delle tecniche ecografiche ostetriche il piede torto puo' essere diagnosticato in gravidanza. In caso di ecografia positiva per piede torto consiglio un colloquio informativo con i genitori prima della nascita del bambino col chirurgo ortopedico pediatrico utile a illustrare ai genitori le possiblita' terapeutiche,a traquillizzare ila famiglia sulla evolitivita' della patologia che consente al nascituro una vita di relazione normale

Trattamento
Il trattamento attualmente più utilizzato, quando viene iniziato alla nascita, consiste nel metodo Ponseti: in questa metodologia si confezionano alcuni gessi correttivi progressivi preceduti da una manipolazione, associati ad un intervento chirurgico di tenotomia del tendine di Achille. A questa fase precoce di gessi e di intervento chirurgico segue una stabilizzazione con una particolare ortesi da portare di notte fino al primo anno di età. Questo tipo di trattamento è poco invasivo e consente degli ottimi risultati.  Se il piede torto viene riconosciuto tardivamente, invece, sono necessari delle correzioni chirurgiche più complesse.

I gessi
Già dalla prima settimana di vita del neonato, attraverso una particolare manipolazione e successiva applicazione di apparecchi gessati progressivi e cambiati con cadenza settimanale o quindicinale a secondo della crescita del bambino, si corregge in maniera graduale la postura del piede ricollocandolo in posizione "normale". Normalmente vengono applicati 5/6 "gessetti".

L'intervento

Prima di applicare l'ultimo "gessetto", il tendine di Achille sarà sezionato chirurgicamente per via transcutanea per ottenere la completa correzione del piede equino. L'intervento chirurgico dura pochi minuti, viene eseguito in narcosi ed è consigliabile confezionare durate la narcosi anche l'apparecchio gessato. L'ultimo apparecchio  gessato viene portato per tre settimane; nel frattempo il tendine di Achille si ricostituisce raggiungendo la dovuta lunghezza senza la formazione di cicatrici.

Il tutore
Da portare per i sei mesi successivi  all'intervento per evitare recidive

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

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