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Home / La sindrome di Down e i suoi effetti muscoloscheletrici

La sindrome di Down è uno dei disturbi genetici più diffusi i cui effetti principali sono il ritardo mentale e alcune anomalie fisiche, tra le quali rientrano anche possibili danni alle ossa e alle articolazioni, ossia all'apparato muscoloscheletrico.

I bambini con la sindrome possono avere uno scarso tono muscolare (ipotonia), associato eventualmente a lassità legamentosa, la quale a sua volta favorisce un'eccessiva flessibilità delle articolazioni. Per esempio, nel bambino l'anca o il ginocchio possono essere soggetti a dislocazione, cioè uscire dalla sede naturale; in particolare, la lassità del collo, quando eccessiva, può provocare una compressione della colonna. In alcuni bambini alla sindrome sono associati anche il piede piatto e l'alluce valgo. La terapia fisica e l'esercizio adeguato e costante rappresentano un passo importante per insegnare a questi bambini a sviluppare nuove capacità e a raggiungere un soddisfacente livello di tono muscolare e di coordinamento motorio. In alcuni rari casi, i bambini con la sindrome di Down devono ricorrere a una particolare chirurgia per correggere la lassità dell'anca e delle articolazioni del ginocchio o del piede.

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ultimo aggiornamento 07/05/2018
© 2018 ortopediainfantile.it, tutti i diritti riservati | P.IVA 08708990158 | ultimo aggiornamento: 07/05/2018 | home page | note legali
Nota: le informazioni fornite da questo sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico/paziente
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La sindrome di Down è uno dei disturbi genetici più diffusi i cui effetti principali sono il ritardo mentale e alcune anomalie fisiche, tra le quali rientrano anche possibili danni alle ossa e alle articolazioni, ossia all'apparato muscoloscheletrico.

I bambini con la sindrome possono avere uno scarso tono muscolare (ipotonia), associato eventualmente a lassità legamentosa, la quale a sua volta favorisce un'eccessiva flessibilità delle articolazioni. Per esempio, nel bambino l'anca o il ginocchio possono essere soggetti a dislocazione, cioè uscire dalla sede naturale; in particolare, la lassità del collo, quando eccessiva, può provocare una compressione della colonna. In alcuni bambini alla sindrome sono associati anche il piede piatto e l'alluce valgo. La terapia fisica e l'esercizio adeguato e costante rappresentano un passo importante per insegnare a questi bambini a sviluppare nuove capacità e a raggiungere un soddisfacente livello di tono muscolare e di coordinamento motorio. In alcuni rari casi, i bambini con la sindrome di Down devono ricorrere a una particolare chirurgia per correggere la lassità dell'anca e delle articolazioni del ginocchio o del piede.

I problemi muscoloscheletrici del bambino in crescita sono diversi da quelli di un adulto, così come lo è la risposta ai traumi, alle infezioni e alle deformità. A volte, quello che appare in prima battuta come un'anomalia è invece una semplice variazione del processo di crescita e si risolve spontaneamente con il tempo, così come molte condizioni sono uniche dell'infanzia, e non si possono verificare nella vita adulta. Il compito del chirurgo ortopedico pediatrico è di diagnosticare e curare i problemi muscoloscheletrici dei bambini, quali per esempio le deformità degli arti o della colonna vertebrale osservati alla nascita o più tardi (piede torto del neonato, scoliosi, dismetrie degli arti), e così via), le anomalie della deambulazione, i traumi ossei, le infezioni, i tumori e le patologie delle ossa o delle articolazioni.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

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